Diocesi di Ales-Terralba

Le diocesi di Ales (Usellus) e di Terralba vennero unite dal Papa Giulio II il 26 novembre 1503.

Quando fu costituita la diocesi di Usellus, poi di Ales, non ci è dato di sapere con esattezza, in quanto mancano quasi del tutto le fonti storiche degli ultimi secoli del primo millennio. 

Pare che la Sardegna non abbia avuto sedi vescovili prima del 305. Solo per il 314 si ha notizia di un vescovo a Cagliari di nome Quintasio. Il vescovo africano Vittore parla nel 484 del vescovo di Sanafer Bonifacio. Gli studiosi sostengono che possa trattarsi del vescovo di Usellus. 

Nel secolo VII, Giorgio di Cipro elenca sette città sarde sedi vescovili, tra cui ancora Sanafer. L’antichità della sede vescovile usellense è prospettata da quasi tutti gli studiosi di questioni religiose sarde medioevali, facendola risalire al V secolo. Dopo, le notizie diventano praticamente nulle fino al secolo XI.

Dopo l’anno 1000 una riforma promossa da Roma operò un nuovo assetto territoriale delle diocesi sarde. Nel 1147, nei documenti a noi noti, compare come vescovo di Usellus un certo Surrellu o Rello o Pello

La diocesi di Terralba, la cui attività è documentata a partire dall’XI sec., occupava esattamente il territorio delle curatorie di Bonurzoli e di Parte Montis (o Montangia): dunque tutto l’attuale Medio Campidano fino al mare e al confine con la diocesi di Iglesias.

L’ 8 dicembre 1503 il Papa Giulio II, per definire una nuova struttura delle diocesi sarde, dispose l’unione delle due diocesi confinanti di Ales-Usellus e di Terralba con sede in Ales. Al governo della nuova diocesi di Ales fu inviato Mons. Giovanni Sanna, già parroco di San Gavino Monreale.

Da quel momento le due diocesi unite intrapresero un cammino che le ha portate oltre il 2000. Nel 2003 la diocesi ha celebrato i 500 anni della propria unificazione. Attraverso i secoli la nuova diocesi si è distinta sempre per vivacità e spirito di rinnovamento. Grandi figure di vescovi la guidarono.

Nella seconda metà del ’500 si distinse lo spagnolo Mons. Pietro Frago, grande teologo al Concilio di Trento.

Nel ’600 Mons. Michele Beltran cercò di porre rimedio al grave problema dell’usura creando un istituto considerato il precursore dei monti frumentari del Settecento. Ancora nel ’600 Mons. Didaco Cugia incoraggiò l’attività dei monti frumentari e seguì con particolare interesse i lavori di ricostruzione dell’antica cattedrale, affidati a Francesco Solari e Domenico Spotorno.

A cavallo tra ’600 e ’700 un’altra grande figura di vescovo fu Mons. Francesco Masones Nin che si dedicò alla formazione del clero, fondando il seminario diocesano.

Nel ’700 la figura più luminosa fu senza dubbio Mons.Giuseppe Maria Pilo, che fece restaurare eabbellire diverse chiese,costruirne di nuove, e ampliare l’episcopio estivo di Villacidro. Grande fu la sua opera in campo sociale e culturale, con l’istituzione delle famose “scuolette” in quasi tutti i paesi e l’apertura della scuola del seminario agli studenti poveri. Per la formazione religiosa del popolo scrisse in lingua sarda un catechismo in versi. Per motivi di igiene e per le esigenze di culto, sostenne l’opportunità di costruire i cimiteri fuori dagli abitati e dalle chiese. 

Nella seconda metà dell’800 si distinse Mons. Francesco Zunnui Casula, grande latinista e profondo teologo del Concilio Vaticano I. Sostenne con competenza la definizione del dogma dell’Immacolata Concezione. 

Dal 1948 al 1982 rifulse la grande figura di Mons.Antonio Tedde, per l’azione sociale in favore della povera gente e della gioventù, con l’istituzione delle scuole vescovili, colonie, orfanotrofi e oratori. Gli operai in lotta lo videro sempre al loro fianco. Promosse la stampa, fondando il periodico diocesano “Nuovo Cammino”. A lui succedette Mons.Paolo Gibertini, che lasciò un’impronta, per la sua spiritualità benedettina, con una cura particolare della liturgia. Con Mons.Antonino Orrù e la sua sensibilità verso la comunione presbiterale e anche verso l’arte sacra, la diocesi ha avuto modo di crescere e tenere il passo della Chiesa del terzo millennio, sempre preoccupata di essere “testimone di Gesù risorto, unica speranza del mondo”. 

Dal 2 maggio 2004 è Vescovo della diocesi Mons.Giovanni Dettori, proveniente dalla diocesi di Ozieri, che con il suo motto episcopale: “Diligamus ad invicem” ha voluto promuovere rafforzare lo stile di comunione nel presbiterio e nella comunità ecclesiale. Nel 2007, un presbitero di questa diocesi, Mons.Giovanni Paolo Zedda, è stato eletto e consacrato Vescovo, titolare della diocesi di Iglesias. A settembre del 2011, con il documento “Gesù Maestro” il vescovo Mons.Giovanni Dettori consegna all’intera Chiesa diocesana gli orientamenti pastorali per gli anni 2011-2014, in piena sintonia con gli orientamenti pastorali dell’Episcopato italiano “Educare alla vita buona del Vangelo” per il decennio 2010-2020. 

Nel 2014 e per buona parte del 2015 la Chiesa locale ha vissuto lo straordinario evento del Sinodo diocesano “In comunione per la missione”, che traccia le prospettive per ridisegnare la pastorale in diocesi attraverso le “unità pastorali”; gli Atti del Sinodo sono stati raccolti in una preziosa pubblicazione. Il 18 luglio 2015 Papa Francesco ha nominato il presbitero don Corrado Melis Vescovo della diocesi di Ozieri. La sua consacrazione e l’inizio del suo ministero sono avvenuti ad Ozieri il 13 settembre 2015. 

Il 13 dicembre 2015, nella cattedrale di Ales, è avvenuta la solenne apertura della “Porta della Misericordia”, che ha dato inizio in diocesi all’Anno Santo della Misericordia, indetto da Papa Francesco

In ultimo, il 10 febbraio 2016, è stato eletto Vescovo della diocesi, il Rev.do padre Roberto Carboni, O.F.M. Conv., che verrà consacrato Vescovo e inizierà il suo servizio in diocesi il 17 aprile.