Lettera del Vescovo Roberto per l'avvento 2019

Fratelli e Sorelle, il Signore vi dia pace!

Ancora una volta la pedagogia dell’anno liturgico ci offre occasione per vivere in profondità il tempo di Avvento: tempo di attesa del ritorno del Signore, tempo di celebrazione e memoria della sua prima venuta nella storia, tempo per camminare nella fedeltà quotidiana alla vocazione cristiana. Come ci trova il Signore che viene? Egli è già venuto storicamente ma continua a venire anche se in modo discreto. Siamo guidati nello scoprire la Sua presenza dalla Parola di Dio, dai profeti, dal Battista che ancora ci dice: “In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete” (Gv 1,26). La Parola di Dio ci ricorda che abbiamo bisogno della luce del Signore, dato che spesso camminiamo nelle tenebre. Sappiamo che ci sono tenebre e oscurità in ciascuno di noi: sono le nostre contraddizioni, il peccato i limiti che talvolta ci fanno perdere l’orientamento nel cammino e il senso della vita. Sono tenebre anche quelle tragedie che leggiamo ogni giorno e ci presentano violenza dentro e fuori le mura domestiche, nelle strade, nei posti di lavoro, verso le donne e i bambini.

Tutto ciò può portare allo scoraggiamento se a questo si aggiunto il malessere nella società in cui siamo immersi.

La crisi economica, specialmente nella nostra Sardegna, presenta talvolta un quadro desolante, in particolare nelle zone dell’interno. Lo spopolamento dei paesi, la partenza dei giovani in cerca di speranza, l’invecchiamento inesorabile della popolazione e la fatica della politica a dare risposte alle molte inquietudini della comunità, logora continuamente il tessuto sociale. Talvolta sembra che ciò che rimane stabile e inesorabile siano piuttosto le “leggi del mercato” che obbligano a passare sopra la solidarietà e l’equa distribuzione, sacrificando spesso i più poveri. Ma non vi è solo pessimismo. Si avverte nella società il desiderio di qualcosa di più alto: di giustizia, di solidarietà, di amore, di speranza, di rinascita. Si sente il bisogno di una luce che ci guidi. San Giovanni, nel prologo del Vangelo, ci ricorda che

“Lui, Cristo, era la luce degli uomini, la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vita” (Gv 1, 4-5).

L’Avvento è l’opportunità che il Signore ci offre per poter camminare guidati dalla Sua Luce. Il Signore lo ha detto nel vangelo: “Io sono la luce del mondo, chi segue me non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv 8,12). Noi crediamo che con l’Incarnazione il Signore ha acceso la luce del bene che ci guida, dell’amore più forte del male, della Verità che dissolve le menzogne. Senza questa presenza la nostra vita rimane vuota. Dobbiamo chiedere al Signore che ci aiuti a vedere, a sperare. Non basta però ricevere la Luce dobbiamo a nostra volta, come discepoli, illuminare anche noi con la nostra testimonianza. Tante persone possono essere aiutate dalla nostra parola, dall’incontro sincero e autentico, da una cordiale solidarietà. Auguro a tutti che questo sia il nostro modo di accogliere e vivere l’Avvento e il Natale del Signore.  

+ Roberto Carboni, vescovo   

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