Domenica delle Palme - Inizio della Settimana Santa

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Domenica delle Palme - Inizio della Settimana Santa

Dom, 03/25/2018 - 17:50
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“Lo condussero fuori per crocifiggerlo. Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la croce”

Mc15,20b-21

Domenica 25 Marzo, con la Benedizione delle Palme e la Santa Messa Solenne, della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo, ha avuto ad Ales la Settimana Santa, come in tutte le comunità della diocesi. Con l'omelia del Vescovo mons. Roberto Carboni vogliamo augurare a tutte le parrocchie, ai sacerdoti, alle religiose e ai religiosi, ai laici e a tutti gli uomini di buona volontà una buona e fruttuosa Settimana Santa.

OMELIA DELLA DOMENICA DELLE PALME 2018

Sono tanti i personaggi presenti nella passione di Gesù: personaggi ostili (Sommo sacerdoti, Sinedrio, altri scrivi) al Signore e altri amici del Signore ma caratterizzati da timore, dal desiderio di fuggire il pericolo (Discepoli, Nicodemo, Giuseppe di Arimatea). Vi sono poi coloro che lo seguono sino alla fine (le donne e Giovanni).

Voglio soffermarmi su un personaggio che si potrebbe considerare “minore” nel senso che gli viene dedicato poco più di una riga nel testo della passione. Il testo dice così: “Lo condussero fuori per crocifiggerlo. Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la croce”. La tradizione e il pio esercizio della via Crucis ci ha consegnato per sempre questo nome si Simone di Cirene e quello che ha fatto. Non si tratta solo di una annotazione storica, ma anche di una sottolineatura teologica. Egli ci parla su come deve essere il discepolo di Gesù. Vediamo da vicino il testo di Marco: lo condussero fuori per crocifiggerlo. Già qui è tutto deciso. Gesù era nel Pretorio, con Pilato. E’ già stato condannato a morte, scambiato con Barabba. I Soldati lo hanno insultato, vestito come un Re da burla. Chi lo conduce? Sono i soldati, che lo beffeggiano, insultano, sputano, mettono la corona di spine. Adesso lo portano fuori del Palazzo ma anche fuori della città (Golgota, luogo del Cranio) il luogo delle esecuzioni. Simone di Cirene. Località costiera a ovest dell’Egitto. (Più o meno Libia –Tunisia). Forse è un giudeo della Diaspora, venuto per la festa, oppure ormai residente in città da tempo. Forse un pagano convertito, o venuto per la festa in città. Se veniva dai campi, forse li lavorava (però allora non doveva essere già entrato il sabato, non si può lavorare.). Sappiamo da Atti 2,10 ( della parti della Libia vicino a Cirene;. ,9: alcuni della sinagoga detta dei liberti comprendente anche i Cirenei; 11,20: alcuni di loro (discepoli) cittadini di Cipro e Cirene cominciare a parlare anche ai greci.)  che c’era a Gerusalemme una colonia di Giudei provenienti da Cirene. Portare la Croce: il patibulum, trave trasversale che il condannato doveva portare personalmente sino al luogo dell’esecuzione. Forse Gesù, che all’inizio ha portato la trave, ha mostrato segni di fatica, cadute. I soldati requisiscono Simone (i dominatori lo facevano: requisire le persone per far fare lavori gratuiti, di qualche tipo), che veniva da fuori città.Padre di Alessandro e Rufo (nomi greci). SI suppone che il lettore conosca questa persone. Abbiamo questi nomi nelle lettera di Paolo ai Romani. Gente convertita, conosciuta. Anche Simone dopo forse e divenuto discepolo del Signore. E’ stato segnato dal suo gesto.

Simone “costretto a portare la croce di Gesù” Diviene all’inizio suo malgrado, discepolo del Signore, il discepolo è quello che porta la Croce. Cfr. Mc 8, 24: Chi vuole essere discepolo deve portare la Croce. Questo Simone di Cirene è posto in Consacrato con l’altro Simone (Pietro) che aveva rifiutato la croce (non sia mai Signore) e poi aveva rinnegato ed era fuggito. Si mettono in contrapposizione i due Simone, quello che rinnega ma poi accetta il martirio (Roma) quello che a malincuore prende la croce ma poi termina come discepolo. Egli probabilmente ha visto morire il Maestro e poi si è ritrovato fra i suoi discepoli. I suoi figli sono entrati a far parte della comunità e ricordati. Simone è modello del discepolo di Gesù che porta la Croce. In questa scena troviamo anche un paradosso (San Cristoforo che porta Gesù Bambino) ma è egli stesso portato da quel Gesù che porta sulle spalle. Anche Simone qui porta la Croce di Gesù che a sua volta porta Simone con la sua Croce (vedi rappresentazione Monastero di Santo Andrea a Bruges). Simone, costretto all’inizio a partecipare a questa salita al Calvario, scopre un poco alla volta chi è Colui che accompagna, di chi è la Croce che porta. Da discepolo forzato… diviene discepolo che liberamente accoglie. Non sappiamo se Gesù e Simone hanno scambiato qualche parola, se lui è stato toccato dalla dolcezza di questo condannato. C’è questo mistero profondo: porto la mia croce di ogni giorno e un po’ alla volta vedo che diventa la Croce di Cristo che porta anche me. Il fatto che sia stato ricordato il suo nome e quello dei suoi figli significa che quel gesto lo ha veramente portato a far parte della comunità cristiana).San Luca sarà ancora più chiaro nel descrivere quel gesto discepolare: Gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù”, proprio come il discepolo di cui aveva parlato il Signore: Camminare dietro al maestro, portando al croce. Dunque Simone è il modello del discepolo, che all’inizio forse fatica e si trova davanti una Croce che non vuole, ma un po’ alla volta accoglie di portare la  Croce di Gesù con Gesù, sapendo che Gesù stesso poi ci porta con la nostra stessa croce. Che cosa è questa Croce: è tutto ciò che ci fa partecipare alla passione del Signore e che ci fa suo discepoli. Tutte le volte che la nostra fede si fa esigente, e dobbiamo testimoniarla e forse ci isola dagli altri che non la capiscono, la deridono, la osteggiano.

+ Roberto, vescovo